Venerdì 16 Marzo 2012 10:13
redazione
EQUITA’ SOCIALE E FISCALITA’ MUNICIPALE
Nella legge 328/2000 sull'assistenza c’è una frase, “compatibilmente con le risorse disponibili”, che stabiliva anche il riferimento forte alla costruzione di sistemi sociali territoriali, oggi sostanzialmente vanificata, a partire dagli ostacoli concreti al suo sviluppo. Questo è il terreno che va recuperato, con l'azione sociale sul territorio. Se i Livelli Essenziali di Assistenza sono subordinati alle risorse, infatti, si trasferisce l'esigibilità del diritto alla domanda di disponibilità caritatevole, cancellando decenni di battaglie di civiltà per affermare i diritti della persona – costituzionali – per tornare al passato, quando organizzazioni di beneficenza si occupavano dei “poveri” e il punto più avanzato di solidarietà era rappresentato dalle mutue operaie.
Il tema del reperimento delle risorse è dunque un tema cruciale nella definizione del segno politico che avrà l’amministrazione.
Il taglio dei trasferimenti statali, l’aumento delle tariffe dei servizi e l’introduzione di tributi locali non progressivi hanno modificato la composizione delle entrate comunali allontanandola dalla progressività prevista dalla Costituzione. La raffica di ulteriori aumenti tariffari previsti nel prossimo periodo (innanzitutto per i trasporti) tenderà a ridurre ulteriormente tale progressività: il bilancio comunale è, dal punto di vista delle entrate, sempre meno solidale.
La nostra ipotesi è l’esatto opposto: per rilanciare l’economia occorre comprimere la rendita, ridurre le disuguaglianze, difendere i beni comuni, fare investimenti pubblici orientati alla riconversione della città, al soddisfacimento dei bisogni essenziali e alla cultura.
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Venerdì 16 Marzo 2012 10:04
redazione
La politica si metta a dieta (veramente)
In un periodo in cui si chiedono ai cittadini sacrifici gravosi per il risanamento delle finanze pubbliche, si levano da più parti voci che invocano tagli ai costi della politica.
Desolante è rilevare che, nella maggior parte dei casi, ai proclami non seguono azioni concrete. A noi non piace parlare a vuoto e preferiamo gli impegni precisi e circostanziati, senza eccezioni, sdrucciolevoli distinguo o doppifondi.
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Venerdì 16 Marzo 2012 09:32
redazione
Amministrative, la proposta programmatica della federazione della sinistra
Redistribuzione del reddito, difesa e rilancio dei beni comuni, sviluppo culturale e dell’innovazione, riconversione ecologica della città, partecipazione attiva e democratica. Sono questi gli assi attorno ai quali si può cominciare a sviluppare un programma di transizione di Rieti che traguardi il cambiamento politico e amministrativo.
E’ questo il contenuto del programma politico e amministrativo che la Federazione della Sinistra mette a disposizione del centrosinistra reatino e del candidato Sindaco Simone Petrangeli, proponendo alle forze politiche di opposizione la “bozza” di questo programma.
A fare da collante nel documento non solo il desiderio di voltare pagina nella guida del Comune, ma anche una precisa analisi su quello che sta accadendo nel “processo costituente” della città, ovvero un territorio in mano ai poteri forti che la trasfigurano in modo sottile e silenzioso.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Marzo 2012 09:59
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Venerdì 09 Marzo 2012 09:41
redazione
CAMPAGNA RACCOLTA FIRME SU ARTICOLO 18
La Federazione della Sinistra ha deciso un impegno specifico durante il mese di marzo a difesa dell’articolo 18. E cioè una raccolta di firme che renda evidente la nostra iniziativa e la nostra presenza politica, anche in previsione delle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio.
Abbiamo predisposto in tal senso il testo di una petizione su cui raccogliere le firme, oltre ad un volantino e ad un manifesto da utilizzare ai banchetti davanti ai luoghi di lavoro, nelle territori, nelle manifestazioni di lotta dei sindacati, ovunque sia possibile. Sul sito potrete trovare e scaricare i testi.
Le firme raccolte saranno poi presentate in un’iniziativa pubblica che si terrà a Roma e inviate al governo e ai due rami del Parlamento.
E’ importante, come sempre, coinvolgere altre forze, sia politiche che sindacali e di movimento.
Naturalmente vi chiediamo di intensificare l’impegno e gli sforzi perché il 9 marzo lo sciopero e la manifestazione della Fiom a Roma abbiano successo.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Marzo 2012 09:52
Venerdì 27 Gennaio 2012 15:13
redazione
Il ritorno dei rossi
| Fonte: il manifesto | Autore: Goffredo Adinolfi
Che la Germania non sia soltanto Angela Merkel e la Francia Nicolas Sarkozy dovrebbe essere un dato di fatto, una ovvietà che non merita ulteriori puntualizzazioni. Eppure, eppure, per mancanza di spazio, di tempo o per dovere di cronaca, tante cose scappano all’osservatore distratto.
Quello che sta sfuggendo è la vitalità con cui le sinistre a sinistra del Partito Socialista Europeo, cominciano a muoversi e a cercare di muoversi, finalmente direi, con politiche coordinate tra loro. Le elezioni presidenziali francesi hanno fatto da sfondo, il 18 gennaio scorso, a un incontro passato forse troppo sotto traccia, tra il candidato del Front de Gauche, ex socialista, Jean-Luc Mélenchon e l’ex social democratico tedesco, ora segretario di Die Linke, Oskar Lafontaine. Il giornale Rue 89 titola beffardamente: «Anti Merkozy – Achtung! Mélenchon renouvelle l’image du couple franco-allemand».
Le sinistre tornano a essere protagoniste non solo in Francia e Germania. Anche sul versante iberico le notizie che arrivano non sono tutte negative. Da anni oramai il Bloco de Esquerda si è imposto come una realtà consolidata nel panorama politico portoghese, questo nonostante la grave sconfitta alle ultime elezioni che dovrebbe segnare, si spera, appena un momento di difficoltà temporaneo e non una definitiva battuta d’arresto. Anche in Spagna la Izquerda Unida ha saputo rinascere dopo anni di oblio e ottenere una buona affermazione alle elezioni generali dello scorso novembre.
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Venerdì 27 Gennaio 2012 14:37
redazione
«Vedo la vita solo da un occhio, l'altro è di vetro. Se da questo unico occhio vedo molte cose, ne vedo molte più dall'altro. Perché l'occhio sano mi serve a vedere, quello cieco a sognare». Questa poesia di Sevak, poeta armeno, rispecchia al meglio, secondo me, lo spirito con il quale dovremmo disporci al Forum dei comuni per i beni comuni che si svolgerà sabato a Napoli. Le associazioni, i movimenti, le cittadine e i cittadini, gli amministratori che ne prenderanno parte, infatti, dovranno dimostrare al governo e all'Europa che esiste un'altra strada per rispondere alla crisi economica e istituzionale in atto.
Una strada alternativa alla risposta solo tecnocratica, alla contrazione dei diritti del lavoro, alle liberalizzazioni-privatizzazioni dei servizi pubblici, al taglio verso gli enti locali. Dovranno dimostrare, più in generale, di saper sintetizzare concretezza e utopia, avanzando proposte reali che sappiano tradurre in pratica, anche amministrativa, il sogno di una società più giusta e libera. Un modo per farlo, credo, è quello di partire dalla difesa dei beni comuni (acqua, internet, ambiente, saperi, solo per fare qualche esempio) e dalla promozione di una democrazia partecipativa.
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Venerdì 27 Gennaio 2012 12:52
redazione
LA RIVOLTA DELLA PICCOLA BORGHESIA E NOI
Le zanne della crisi affondano sempre più nelle carne della società italiana. La ricetta complessiva proposta dal governo Monti - dalla Confindustria e dalla BCE - lungi dal lenire le contraddizioni, le inasprisce allargando l’area della sofferenza sociale: ora non solo il mondo del lavoro dipendente e i pensionati, ma anche quello delle professioni e dei piccoli proprietari, “padroncini”, tassisti, autotrasportatori, agricoltori, ecc…
Ma la novità di questi giorni è costituita dalla veemente reazione che si sta manifestando a queste politiche tardo liberiste. In Sicilia, ad esempio, da diversi giorni si manifesta un’autentica rivolta che ha coinvolto certamente larghi strati popolari che stanno pagando i costi di questa crisi, mentre a Roma prosegue con una notevole determinazione la mobilitazione dei tassisti nel contesto di una larga insofferenza di varie categorie professionali (farmacisti, avvocati) nei confronti del governo dei professori e (a breve) della maggioranza parlamentare che più o meno timidamente lo sostiene: PDL, PD e Terzo Polo. E’ un dato di fatto che spesso queste rivendicazioni sono ipercorporative e guidate da leader ambigui e talvolta apertamente fascistoidi. Per tagliarla con l’accetta: stiamo assistendo a una rivolta fortemente connotata dalla presenza e dalla guida della piccola borghesia e dai ceti medi impoveriti e declassati dalla crisi contro un esecutivo che palesemente rappresenta altri interessi, principalmente quelli delle grandi imprese, delle banche e del capitale finanziario in generale.
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